La storia completa del Club

VENT'ANNI

MEMORIE E RICORDI IN OCCASIONE DEL CENTENARIO DEL ROTARY INTERNATIONAL

 

 

Raccolti da Corrado (Dino) Gardino

 

con le testimonianze di:
Amedeo Rosignoli
Mauro Delle Chiaie
Carlo Corte Rappis
Giancarlo Jared Crivelli

 

 

 

 

 

Milano, 22 febbriaio 2005

 

INTRODUZIONE di ALBERTO CRAVERO
Presidente 2004-2005

Sono approdato a Milano all’inizio del 1990, ultima tappa di una vita professionale che, alle dipendenze dello stesso Gruppo Bancario del quale tuttora faccio parte, mi ha visto operare in una decina di piazze italiane. Risale a Vicenza, nel 1979, l’ingresso nel Rotary, presentato dall’avv. Mariano Zanconato, zio della moglie di Carlo Marselli e, come ho già avuto modo di raccontare al Club, eroe della tragica battaglia navale di Capo Matapan. Sono poi stato nel 1981 a Busto Arsizio nel RC “Ticino”, dove ho avuto come consocio il giovane endocrinologo Carlo Mazzi, prossimo Incoming Governatore del nostro Distretto ed infine nel 1986 nel glorioso RC Torino, uno dei primi sorti in Italia.

Quali sono i motivi per cui sono entrato nel “Milano Naviglio Grande” e non in qualche altro Club della trentina esistenti sulla piazza di Milano? Assolutamente per caso: avevo scoperto che un mio giovane collega di lavoro, Sandro Addario (attuale socio di Firenze Nord) svolgeva mansioni di segretario nel Club, che le conviviali si svolgevano vicino al mio ufficio (La Patriottica, in piazza Belgioioso) e talvolta, aspetto non trascurabile, a mezzogiorno. Condizioni tutte precipitosamente svanite: la conviviale dovette presto cercarsi una nuova sede ed il mio ingresso – giugno o luglio 1990 - avvenne nel mezzo di un furibondo litigio del quale non ho mai approfondito le ragioni. Sta di fatto che il neo Presidente non si presentò alla conviviale, si dimise dalla carica oltre che dal Rotary, determinando le condizioni per l’anticipato subentro del Presidente Incoming Domenico Sommariva, che pertanto rimase in carica per due anni.

Il club aveva già 5 anni di vita, essendo nato il 1° febbraio 1985 ed infatti in queste settimane compie i suoi primi vent’anni, che ricorrono nello stesso periodo delle Celebrazioni dei 100 anni dalla Fondazione del Rotary International.

E’ un ulteriore buon motivo per riflettere su che cosa abbiamo fatto, sugli avvenimenti che sono accaduti, senza compiacerci troppo, ma anche senza perdere tempo nell’autoflagellazione.

Sin dall’inizio avevo percepito nel Club un certo disagio causato, a torto o ragione, dall’appartenenza al Distretto 2050, cosa che, pur avendo soci in grandissima parte milanesi “di città” e svolgendo le conviviali in una sede milanese, ci collocava in posizione anomala rispetto alla stragrande maggioranza degli altri club metropolitani, attribuendoci una competenza territoriale extra urbana (Corsico, Trezzano, Cesano Boscone, Buccinasco, Cusago, Gaggiano) che ci era decisamente estranea.

Quest’argomento ha condizionato parecchie energie, persino troppe, incontrando da un lato un muro insormontabile a modificare lo status quo da parte del Distretto 2050 e dall’altro incoraggiando lo stillicidio di moltissime fuoruscite verso altri Club del Distretto 2040, in prevalenza di nuova formazione, non sempre avvenute nella migliore concordia.

Nel corso degli anni, le emorragie subite hanno fortemente indebolito l’effettivo del club ed ancor più l’assiduità. Basti considerare che, come mi ero annotato in alcuni appunti durante la Presidenza Amos Nannini (1998÷1999), la frequentazione si era via via ridotta ad una quindicina di soci senz’altro fedeli, ma insufficienti a formare una massa critica adeguata ai compiti che ci si attende da un Club.

Ma i tempi maturano e di lì a poco Amedeo Rosignoli è riuscito, nell’anno della sua Presidenza (2000÷2001) a combinare assieme, vittoriosamente, tutti gli obiettivi. Lo stato di disagio dei soci del Milano Naviglio Grande era evidentemente condiviso anche dai soci del San Carlo Trezzano (Presidente Mauro Delle Chiaie), mentre un cospicuo gruppo di soci del Corsico Naviglio Grande è uscito dal quel Club unendosi alla “confluenza” dei primi due. Talché il 20 giugno 2000 Amedeo Rosignoli era in grado di comunicare a Mario Orlandini, Governatore Distretto 2050, l’elenco di tutti i soci del Milano Naviglio Grande che sarebbero entrati a fare parte del Distretto 2040, Governatore Benito Chiucchini.

Grazie ad Amedeo Rosignoli ed a Mauro Delle Chiaie, ma voglio ricordare il contributo di Giovanni Sangalli, Maurizio Pellicano, Carlo Alberto Corte Rappis, Gian Galeazzo Monarca, Marco Pedroni, Giancarlo Crivelli, Marino Ercolani, Franco Stanca ecc. ed altri soci di buona volontà dei quali, omettendoli, non voglio certamente sminuire il generoso contributo nei passaggi più delicati.

Il Club che si è venuto a formare costituisce un caso complesso ma piuttosto isolato nella “centenaria” storia del Rotary, un caso di successo perché ha risolto positivamente una situazione che si andava deteriorando, restituendo alla pienezza operativa un club, trino ma ormai uno, rinnovato e dotato di una massa critica adeguata per puntare verso nuovi traguardi.

Adesso il futuro é nelle nostre mani. Supposto che prima avessimo motivi più o meno fondati di dispiacenza, essi sono ormai venuti meno. L’amalgama fra componenti che potevano risentire delle differenti provenienze è cosa fatta e l’alternarsi delle Presidenze ha offerto ed offre ragioni di confronto e stimoli quotidiani per migliorarci. E’ ciò che io stesso vado riscontrando in questo anno di presidenza, che volge al termine tanto velocemente che “quasi” mi dispiace, nonostante l’impegno, se non altro per le cose che, me ne rendo conto, non riuscirò a realizzare pienamente.

Ma una raccomandazione voglio fare ai soci ed a tutti coloro che verranno. Vogliate bene al Club, nel quale siamo e siete entrati per libera volontà. Se la vostra convinzione è tuttora viva, esprimete una partecipazione dinamica, date una mano ai vostri Dirigenti, evitate che debbano fare da soli. Siate disponibili ad assumere qualche piccolo incarico, a dare una mano. Gustiamo assieme il piacere dell’umiltà, che è forza e dà vita.

Se dovessi iniziare un altro mandato per i prossimi vent’anni, ripeterei ciò che ho detto in occasione delle consegne dal mio predecessore Gian Galeazzo Monarca, in una calda sera di luglio dello scorso anno:

“…Gli obiettivi di tolleranza, di sobrietà e di pace, dentro e fuori del nostro Club, debbono essere in cima ai nostri pensieri. Noi che più di altri abbiamo avuto dalla vita, dobbiamo sentirci impegnati ad operare con senso etico, anche attraverso comportamenti di restituzione sociale. Nella misura in cui, con semplicità, riusciremo a farlo, avremo ben operato nei confronti del Rotary, meritando nei confronti di chi ci ha dato la vita e di coloro ai quali abbiamo dato la vita.”

 

PREMESSA DELL’AUTORE 

Past President 1995-1996

Il nostro Club compie vent’anni negli stessi giorni in cui si celebra l’anniversario della memorabile serata del 23 febbraio 1905, quando nacque il Rotary International. La ricorrenza del centenario potrebbe offrire l’occasione opportuna per scrivere la “storia” degli oltre 31.000 club, esistenti dal 1905 (anno di fondazione), in 166 paesi con 1.200.000 soci. Ogni Club con la sua storia: le persone, i fatti, le cose buone che abbiamo fatto e quelle che avremmo potuto fare meglio.

Il nostro Club si chiama, oggi, Milano Naviglio Grande San Carlo, come risultato di una serie di accorpamenti, fusioni, split di cui verrà dato conto. Parleremo della sua storia attraverso i protagonisti e i fatti che i protagonisti hanno provocato. Certamente dimenticheremo qualcuno o qualcosa, ma va da subito resa nota l’impostazione che abbiamo seguita: ci siamo prevalentemente affidati ai nostri ricordi (rafforzati da quelli di un gruppo collaudato di “seniores”) senza andare alla ricerca frustrante del singolo fatto, della mera notizia, che è solo capace di coprire un “buco cronologico” nell’esposizione.

Per l’ex Naviglio Grande ciò vale, in particolare, per una ben nota vicenda: è venuto meno il filo conduttore della segretaria, che aveva percorso con noi ben 17 anni della vita del Club originario. Ma utilizzeremo lo stesso approccio anche per le altre due “provenienze”, perché riteniamo fermamente che un semplice ricordo - non condizionato dalle fatali distorsioni provocate da quello che i tecnici delle indagini campionarie chiamano aided recall - valga assai più di una cronaca fredda, forse esaustiva, ma di sapore notarile. I sentimenti, le emozioni vissute danno un “valore aggiunto” insostituibile.


 

DAGLI ANNI VERDI AI GIORNI NOSTRI

Prima di entrare nei dettagli può essere opportuno evidenziare per sommi capi i grandi cambiamenti strutturali che hanno caratterizzato la vita del Milano Naviglio Grande e del San Carlo; in differente maniera, ma certo non meno coinvolgente, la vita del Corsico Naviglio Grande, salvo un simpatico particolare:

sia il Naviglio Grande che il San Carlo avevano tratto la loro origine dal Corsico, il che ci autorizza a dichiarare che – all’epoca – erano due Club “fratelli”.

Vita piuttosto movimentata, talvolta caratterizzata da semplici cambiamenti di nome (ma sappiamo quanto l’assumere un nome differente possa essere complesso perché ricco di conseguenze); talaltra distinta da entrate/uscite che hanno inciso ancor più profondamente. Anni non sempre e non necessariamente tutti pacificamente “di crescita”; tali comunque, alla lunga, da arricchirne i protagonisti, portandoli all’attuale assetto.

Partiamo dal Club più anziano, che nel 1985, suo anno di fondazione, portava il nome di Naviglio Grande di Milano (Distretto 2050; Club Padrino il R.C. Corsico Naviglio Grande). Il leader indiscusso dei neo soci era Remo Trucchi, purtroppo recentemente scomparso. Il nome del Club ci andava benissimo, salvo due particolari che portavano alla stessa conclusione: su annuari e su ogni altra pubblicazione eravamo distaccati e distanti dai club milanesi, anche perché alfabeticamente apparivamo dopo Napoli; ed era pur sempre mai sopito il desiderio di rendere più evidente la nostra essenza milanese, che il nome così congegnato e la collocazione mascheravano un po’. Semplici i rimedi, anzi, uno solo: cambiare il nome in Milano Naviglio Grande. Detto/fatto? Non proprio, il Distretto 2050 era piuttosto eccentrico rispetto a Milano il che perpetuava qualche problema di nostra identificazione con i loro programmi. Ma comunque – abbastanza ovviamente – ogni nostra iniziativa tendente anche solo blandamente ad allontanarci trovava la massima resistenza da parte del Distretto. Inizialmente poi nemmeno il Distretto 2040 gradiva i nostri approcci. Sono occorsi quasi un paio di anni per persuadere i due Distretti di quanto era piena di buon senso la nostra richiesta e di come il passaggio al Distretto 2040 sarebbe stato semplicemente logico, forse coraggioso ma per nulla affatto traumatico.

Intanto nel maggio 1993 maturano i tempi per il primo, grosso sommovimento interno, decisamente non distruttivo perché legato alla naturale tendenza all’espansione di ogni organismo in forte crescita: un gruppo massiccio e qualificato di nostri Soci decide di fondare un nuovo Club, che prenderà il nome di Leonardo da Vinci. Si tratta di ben 27 soci! e molti di noi, malgrado qualche più che comprensibile perplessità, ritenevano che ce lo saremmo potuto permettere: all’epoca eravamo una settantina di soci.Vedremo nel seguito che gli eventi degli anni 1997÷1998 avrebbero reso prezioso questo gruppo di persone, ma chi all’epoca avrebbe potuto azzardare simili previsioni? Dunque, tutto avviene in maniera non del tutto pacifica, ma resta il fatto che rimangono intatti l’amicizia e i rapporti tra persone che già ci distinguevano prima dello split.

Parecchio tempo dopo, nel 1997, nuova proliferazione: un altro gruppo - assai più modesto - decide di uscire (ma questa volta non senza qualche momento di reale tensione) per creare un nuovo Rotary, il San Donato Milanese (Distretto 2050). Non appena usciti ne perdiamo le tracce, ma intanto si fanno sentire fortemente le conseguenze della drastica riduzione degli organici, che per un meccanismo comprensibile, ma ahinoi da noi non ancora sperimentato - trascinava una parallela riduzione di motivazione, che a sua volta determinava una sensibile riduzione delle frequenze alle conviviali! Brutti momenti, ma…

…a cavallo tra il 1999 e il 2000 il Naviglio Grande e il San Carlo Trezzano “si avvicinano”. Rosignoli, il nostro grande ambasciatore in tutte queste vicende, ci dirà che inizialmente ciò è avvenuto senza un disegno preordinato. E però prende corpo una serie di colloqui, sempre più serrati, tra i Presidenti dei due Club: Rosignoli (MI Naviglio Grande) e Delle Chiaie (San Carlo Trezzano); fanno seguito riunioni interclub quasi settimanali, e anche a livello dei Soci si trovano motivi di sempre più forte integrazione. Strada facendo si uniscono venti soci del Corsico, poi ridotti a diciannove. Diventa quasi spontaneo il coinvolgimento in una “casa comune” e si parla indifferentemente di “passaggio” o di “far parte”, dal San Carlo al Naviglio Grande da parte della totalità dei soci, e da parte dei 19 soci del Corsico (con qualche differenza procedurale piuttosto significativa per questi ultimi). Per descrivere gli itinerari percorsi verrà utilizzato il termine di confluenza”, che tenderà a prevalere malgrado non corrisponda esattamente agli eventi. Quasi alla fine del mandato (aprile 2000) le differenti realtà si ritroveranno in un unico contesto; la decisione operativa sarà di “confluire” nel Club più numeroso, cioè nel Naviglio Grande. Rosignoli era il Presidente, riferimento addirittura doveroso per il grande lavoro da lui svolto.

Ovviamente tutto ciò contraria non poco il Distretto 2050, che si vede privare di due Club interi e di una ventina di soci del Corsico, proprio nel momento in cui il Distretto avrebbe al contrario particolarmente gradito nuovi ingressi.

Contemporaneamente, altri sei Club manifestano l’identica intenzione di passare al Distretto 2040, con motivazioni simili. Alla stretta finale però Assago Mi Fiori si ritira perché, secondo le rigide procedure vigenti, avrebbe dovuto rinunciare al suo territorio, che nel suo caso specifico aveva particolare importanza per le attività che venivano svolte e per gli intensi contatti con le autorità locali, stabiliti da lungo tempo. Anche il Corsico Naviglio Grande inizialmente sembrava disposto a passare al Distretto 2040, ma una storica Assemblea definitivamente sancisce, a maggioranza, il contrario. Crivelli, già socio del Corsico, ricorda le tese riunioni che si sono tenute a casa sua durante l’infuocato periodo in cui lui stesso, De Toma e Pavanello cercavano un altro Club nel quale confluire, assieme ad altri sedici soci. E lo hanno trovato, nelle persone di Rosignoli e Delle Chiaie, che aprono verso il nascente Naviglio Grande San Carlo. Secondo le parole di Crivelli “fu un periodo di grande pathos”; ricorda tra l‘altro, con commozione, il discorso di Stanca alla prima riunione alla quale parteciparono tutti gli interessati.

Di fatto i problemi non mancavano, per armonizzare i diversi modi di essere delle tre provenienze, come minimo a livello di procedure. La configurazione del nuovo Club poneva anche delicati problemi di ripartizione delle cariche; e va dato atto che il gruppetto informale di Rosignoli, Delle Chiaie, Crivelli, Pedroni, Sangalli, Tucci è stato pienamente in grado di assolvere a questo delicato incarico.  

Termina finalmente così il frenetico va e vieni che ha inciso per oltre un anno sulle attività di tre Club e di due Distretti. Rimaneva un problema: quale nome assumere? Si è scelto Milano San Carlo Naviglio Grande, che però non è stato mai approvato dal Distretto e dunque dal Consiglio Centrale del R.I., come riporta nel gennaio 2003 Franco Stanca, allora Presidente del Club. La nostra Assemblea del 12 dicembre 2002 unanimemente deliberava allora la richiesta – presentata al Consiglio Centrale del R.I. – per la modifica del nome in Milano Naviglio Grande San Carlo, Italia. E questa, a tutti gli effetti, è la denominazione attuale del nostro Club. Nel frattempo anche il passaggio del nascente San Carlo Naviglio Grande dal Distretto 2050 al 2040 era un fatto compiuto, anche perché tra le complesse negoziazioni si era introdotto un “aggancio” tra la confluenza tra differenti club ed il passaggio ad altro Distretto.

Queste varie modifiche sostanziali e formali hanno “arricchito” il nostro Club di destinazione finale in termini numerici ma anche e soprattutto per la qualità delle persone che si sono ritrovate. Come si è visto, in breve tempo abbiamo conosciuto fenomeni di segno opposto, altrettanto importanti per le conseguenze. Per l’ex Naviglio Grande l’uscita massiccia di soci aventi intenzione di creare nuovi Club poteva però presentare evidenti pericoli. Il momento di maggior tensione si è avuto attorno agli anni 1998, con un organico totale del Naviglio Grande che superava di poco la trentina di soci, e un conseguente clima di sfiducia che provocava una assiduità pericolosamente bassa, alla quale non riuscivamo a porre rimedio. E il San Carlo si trovava in una situazione praticamente analoga. Va comunque detto che abbiamo saputo reagire con dignità, assorbendo con nuove energie e nuove motivazioni le non poche difficoltà del periodo.

 

I DETTAGLI : AFFERMAZIONE NEL RUOLO

Un Rotary esiste perché è capace di “servire”, quanto meno di affrontare, o di individuare, o di sollevare o di denunciare qualcuno tra i problemi che affliggono l’umanità. Abbiamo volutamente usato un grappolo di verbi, alcuni nemmeno troppo impegnativi, perché siamo del tutto coscienti dell’immensità della sfida insita nel tentativo di “misurarsi con i problemi del mondo”. E tuttavia entreremo temerariamente nel merito, e addirittura – per quanto riguarda i nostri soci ex Naviglio Grande - malgrado la distruzione di ogni nostra fonte di informazione, legata come si è detto al venir meno del filo conduttore costituito dalla Segretaria.

Esamineremo separatamente i tre Club, procedendo per ordine di nascita. Ci ricongiungeremo nel 2000, con la confluenza nel Milano Naviglio Grande dell’intero San Carlo e il consistente ingresso di Soci del Corsico.

Ricordiamo ancora una volta la premessa: questa non può e non vuole essere la cronistoria, ma una rievocazione affidata prevalentemente alla memoria di un piccolo gruppo di persone. Di alcuni fatti abbiamo scarsa documentazione, ma ci auguriamo quanto meno di riuscire a rinverdirne i ricordi, e di riuscire a suscitare qualche emozione. Per questo motivo abbiamo valorizzato ciò che era disponibile, sovente costituito da episodi modesti ma non privi di un qualche significato.

 

Il Milano Naviglio Grande

Questa circostanza ci induce a valorizzare ”disordinatamente” quanto comunque esistente.

Ecco appunto un episodio piuttosto “modesto”, ma curioso: il 26 novembre ’88 uno sconosciuto Rotary brasiliano, il R.C. de Capivari si rivolge a noi, attraverso chissà quale misteriosa trafila, per chiedere una “pompa da infusione” (sarà giusto il nome?) per una bambina talassemica. Evidentemente riusciamo a provvedere con encomiabile efficienza, perché il 10 marzo riceviamo una sentita lettera di ringraziamento.

In data precedente, ma indeterminata, avevamo provveduto a far pervenire ad un’associazione di mutuo soccorso di Abbiategrasso un’autoambulanza attrezzata; in data successiva – ma ugualmente indeterminata – ottenevamo dalla FIAT una seicen-to modificata per trazione a batteria, destinata ai vigili urbani di Milano. Questi, per loro innata cavalleria, la destinavano alla frazione femminile dei reparti, dopo di che… non ne abbiamo più avuto alcuna notizia.  

Il modulo di rilevazione delle presenze: tormentone di tutti i Prefetti

Passiamo al febbraio 1989: da una lettera indirizzata ai Soci dal Presidente dell’epoca, Marco Mascardi, ricaviamo una simpatica notizia: il 20 febbraio di quell’anno verrà consegnata la carta al neo costituito Club di San Carlo Trezzano sul Naviglio, presenti il Governor Giovanni Acerbi e il past Governor Enzo Cossu. Senza rendercene conto e non sapendo a cosa andavamo incontro, avevamo già intessute amicizie significative all’epoca!

Arriviamo al giugno 1989, ancora con M. Mascardi, alle prese con un suo progetto minuziosamente coltivato: dare una Borsa di Studio ad un Giovane Giornalista. Il progetto si realizza compiutamente, perfino troppo compiutamente secondo i rigidi principi di alcuni soci, che vedrebbero diversamente destinate le risorse impiegate (cospicue, anche se con scarsissimo nostro diretto impegno finanziario). Si tratta di un anno di studio in USA, con generosa borsa di studio; con soggiorno in college “adeguato” al rumore che ne è derivato; con un discreto guardaroba, sempre per lo stesso motivo; con un‘Alfa Romeo in uso per un anno; e per finire, sembrerà addirittura ovvio, un po’ di argent de poche, ma non sappiamo quanto. Mica male, complessivamente…

Il ritrovamento di una semplice nota di servizio, emessa dal Rotaract nel marzo 1990, ci dà lo spunto per celebrare la situazione del nostro Rotaract: sorto poco dopo di noi, si lancia con forte determinazione con Monica Gianni, Virginia Sartoretti e Giuliana Durand. Seguono altri validi Presidenti, come Corrado Macchi, Andrea Traversi, Andrea Caraceni, questi ultimi tutti successivamente entrati nel nostro Rotary. Ma poi – e a prescindere da capacità e determinazione dei successivi Presidenti - lentamente il Rotaract si allontana, senza una nostra decisa reazione che ancora adesso “mi” e “ci” rimprovero: un’occasione mancata.

La Commissione Azione di Interesse Pubblico, presieduta da C.Marselli, manifesta la sua vitalità negli anni 1992÷1993 con una serie di resoconti sulle attività svolte. Non si tratta sempre di “rose e fiori”, anzi in più di un’occasione il nostro Presidente si lamenta per lo scarso impegno dei componenti le Commissioni. Ma complessivamente sono parecchi gli spunti positivi, ad esempio quelli relativi alle barriere architettoniche, all’inquina-mento urbano, a borse di studio per orfani di servitori dello Stato, a “qualità della vita”.  

Il luglio 1992 da uno stralcio di Bollettino rileviamo:

Iniziativa CAMP - 15 giovani provenienti da 10 paesi (prevalentemente Europa occidentale) hanno soggiornato a Milano, ospiti del nostro Distretto, dal 4 al 12 luglio 1992, con l’intento di conoscere ed apprezzare il mondo lombardo”. (...) La manifestazione ha visto, tra gli altri, anche il nostro Club come sponsor.

È questa un’iniziativa del San Carlo, che ancora una volta incroceremo. Individuiamo tra gli organizzatori il nostro Socio Andrea Traversi.

Il 9 novembre 1992 teniamo una ambiziosa conviviale su Res publica, ospiti numerose autorità cittadine; ma purtroppo non ce ne è rimasta traccia. Il tema, certo ampiamente articolato, era di sicuro interesse. Ma cosa è stato fatto o deciso? Quali risultati si sono ottenuti? Sarebbe interessante ottenere informazioni (richiesta grottesca: date informazioni agli informatori!).

Nel corso del dicembre 1992 Gianni Marin, già nostro Presidente negli anni 1989÷1990, comunica le sue dimissioni da Direttore di “Gente Motori”, con il garbo e la signorilità che lo distinguono. Ma noi traiamo l’occasione per segnalare anche un altro avvenimento: poco rotariano? legato prevalentemente alla sfera del “privato”? Non importa, ci preme ricordarlo: un gruppo ristretto di amici rotariani è stato invitato da Gianni ad assistere in posizione di estremo privilegio al Gran Premio di Formula Uno, che si tiene come di consueto a Monza in autunno.

Una lettera di ringraziamento, inviata in data 18 dicembre 1992 dal giovane Simone Pedroni (allievo del Conservatorio) a me stesso, Gardino, allora Segretario, ci consente di aprire uno spiraglio su una vicenda imbarazzante. Per parecchi anni avevamo destinato un premio in denaro a giovani allievi del Conservatorio, su segnalazione di una apposita commissione di quell’istituzione. Molto strano: la loro pesante burocrazia interna ha finito con l’insabbiare una consuetudine annuale di sicuro vantaggio per gli allievi e di sensibile prestigio per noi. Transeat.

È del febbraio 1993 un Comunicato Stampa dell’allora Presidente Ezio Ferrari su un’iniziativa di grande rilievo: l’adozione a distanza di cinque bambini eritrei, con un cospicuo stanziamento di fondi che nelle intenzioni, opportunamente investito, avrebbe dovuto finanziare l’esborso per molti anni avvenire.

È del giugno 1994 un’ampia nota illustrativa sulle caratteristiche e sulla storia della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala, a testimonianza e ringraziamento per l’attività da noi svolta. Purtroppo con il passaggio di alcuni amici dal nostro Club al Leonardo, la sponsorship di premi annuali per i migliori allievi è passata al Leonardo, e con essa gli interi rapporti con il Teatro alla Scala. Un vero dispiacere.

Si conclude verso fine anno (il 18 Novembre 1994) l’originale “Indagine sul clima” del nostro Rotary, gestita da Giovanni Fino e seguita “da lontano” da Corrado Gardino (gli unici due consulenti di management esperti di indagini). Ma i risultati sono quantitativamente molto scarsi; ci viene però fatto osservare, con evidente intento consolatorio, che si trattava della prima iniziativa del genere a memoria di Rotary, e quindi e quinci... Molte grazie, però… le risposte al questionario sono terribilmente scarse; e i risultati sfiorano la non significatività. Da tener presente per un’altra occasione…

Nel novembre 1995 una conviviale piuttosto inconsueta: il dottor Arrigoni – dirigente della più importante struttura del settore - ci parla delle case da gioco come imprese. Citiamo il caso per l’originalità del tema: ci pare sintomo della varietà degli argomenti che occupano le nostre riunioni, non necessariamente e non sempre “impegnative”. Noi crediamo nel mix, e questo intervento – preso a titolo di esempio – nel suo genere occupa degnamente il suo posto.

Il Gruppo Leonardo riuniva cinque o sei Club, secondo le consuete regole istituzionali. In data giugno 1995 da un semplice foglietto di appunti rileviamo alcune iniziative molto impegnative, che hanno la singolarità di essere state gestite in prima persona da nostri Soci. Si tratta di:

- Parlamento Europeo Giovani (Amedeo Rosignoli)

Si tratta di una trentina di giovani e l’impegno – sia pure a non esclusivo carico del Rotary – è molto assorbente. Però, ottimi risultati.

- Spettacolo arte varia (Claudio Galli) La regia di Claudio è sempre garanzia di successo, favorita in questo caso anche dalla presenza simpaticissima del Maestro Carlo Alberto Rossi. La serata impegna l’11 dicembre 1995, al Lirico, con il patrocinio dei Governatori dei Distretti 2040 e 2050. Anche in questo caso, ottimi risultati.

- Service sui Navigli (Matteo Bonsignore) Alla data (giugno 1995) l’indagine conoscitiva si è dimostrata molto impegnativa, persino più del previsto, nonostante la passione e la competenza del nostro socio, che successivamente è migrato in altro club.

Il 25 giugno 1995 giunge da Achille Rubini, Segretario del CAM (Centro Ausiliario per i Problemi Minorili), una toccante lettera, sostanzialmente e con tatto intesa a ricordare il nostro ruolo di benefattori. Noi infatti abbiamo sempre seguito con genuino interesse le vicende di quella benemerita Associazione, ospitando in varie occasioni la dott.ssa Pomodoro e fornendo contributi.

Collocheremo in questo periodo, non importa se forse arbitrariamente, alcune righe sulla Società Umanitaria, prestigiosa istituzione storica di Milano: Ente Morale, sorto nel 1893 grazie al lascito di un mecenate, si è fatto conoscere con oltre 100 anni di iniziative e di battaglie. Avevamo già una forte simpatia per quella istituzione, simpatia che è diventata ancor più forte e diretta con la nomina a Presidente di Massimo Della Campa, nostro ex Socio e attuale Socio Onorario. Massimo si è fatto poi affiancare, in poco tempo, da Amos Nannini, anch’egli nostro vecchio Socio, ma sempre attuale e validissimo.

Intanto nel febbraio 1996 si celebrano i “primi” novant’anni di Rotary. Ad majora!

Nel corso del maggio 1996 il Presidente del R.C. di Ortona ci comunica che anche il suo Club ha attribuito una Paul Harris al nostro Tommaso Caraceni, ortonese di nascita (non lo sapevamo). 

Nel corso degli anni 1996÷1997 prende corpo un inquietante fenomeno: un gruppetto di Soci lamenta la scomparsa di quello “spirito di amicizia” che dovrebbe distinguere e qualificare ogni nostra attività. Grave denuncia che, malgrado la sua relativa scarsa consistenza, potrebbe inquinare il clima. È comunque più che evidente l’intenzione di quel gruppetto di uscire dal nostro Club, intenzione che si concretizza nel corso dell’anno 1997, non senza qualche momento di tensione. Nasce di conseguenza il Club San Donato Milanese.

Il 1999 segna un evento importante per Carlo Marselli, premiato dal Distretto 2050 per i suoi contributi redazionali alla Rivista del Distretto. Il premio, in memoria di Giovanni Coppellotti, consiste in un trofeo raffigurante la ruota del Rotary, in cristallo molato e inciso a mano, su un basamento di fusione di vetro martellato. La motivazione è: “aver cooperato all’informazione e alla stampa rotariana del Distretto 2050”.

Amos Nannini, Presidente per il 1997/98, ci ricorda che “nulla osta a che tu possa proporre l’ammissione di una consocia. Evidentemente il problema dell’ingresso delle donne, all’epoca, si presentava ancora piuttosto problematico, perché all’annuncio seguono una serie di raccomandazioni e di cautele.

Il 28 febbraio 1999 il Corriere si ricorda del Rotary, con un articolo che riguarda il gruppetto di coraggiosi argonauti del Passaggio alla Villa Mozart. Ci siamo trovati assieme ad una decina di altri Club, tutti del Distretto 2040, e dopo defatiganti trattative siamo giunti all’attuale formula che regge il rapporto tra i Club e la Villa Mozart. Appena un po’ fuori standard i nostri approcci iniziali, dovuti a strane manovre di Gardino, che tendeva disperatamente ma con successo a dimostrare che anche se non eravamo del 2040 in pratica, in sostanza, a rigore, in fine, era come se lo fossimo… (Intanto, manco a farlo apposta, si iniziavano le manovre per un nostro effettivo passaggio al Distretto 2040, con tutte le carte in regola. Fine del pittoresco.)

 

Il San Carlo Trezzano S/N

I primi tre/quattro anni erano di un dinamismo travolgente, come si può facilmente dedurre ricordando i nomi dei due Presidenti che iniziano la serie: Corradini e Rao Torres. Seguono Corte Rappis e Passarini. Risultati particolarmente interessanti se si confrontano con il numero mai molto elevato di soci, che comincerà a destare qualche preoccupazione a metà degli anni ’90.

Alcuni Soci interpellati, ricordano come particolarmente significativi i seguenti momenti:

- Dal 1993 al 2000: organizzazione annuale dei “CAMP” destinati ad una decina di ragazzi provenienti da paesi europei: una settimana a Milano, a carico del San Carlo e un’altra settimana sempre organizzata dal San Carlo ma a carico di un altro Club. Prevalente attività organizzativa di Corte Rappis. A prescindere dallo scopo specifico di questa manifestazione, tutta tesa a favorire la conoscenza reciproca tra differenti realtà europee e la conseguente, auspicata integrazione, analogo risultato si è ottenuto per la decina di soci che a vario titolo sono stati coinvolti in aspetti organizzativi: esito inatteso e assai gradito!

- Un trattore SAME regalato ad un insediamento di Padre Franco Manenti, in Tanzania. Molti nostri lettori conoscono l’attivismo straordinario di questo religioso, e molti lo conoscono più da vicino, per aver contribuito con offerte alle sue opere.

- Ospite di una conviviale: Indro Montanelli! Possiamo immaginare l’affluenza e l’interesse provocati da un tale avvenimento. Ci viene detto che una caratteristica decisamente positiva del San Carlo è sempre stato l’eccellente livello dei conferenzieri che il San Carlo è riuscito a procurarsi; e questo ad onta dell’organico del Club, tendente ad un inarrestabile declino.

- Nel 1992 è stato attivato l’Interact che ha dimostrato grande vivacità per 5/6 anni.

- Nel 1993 il socio Carozzi organizza il Primo Torneo di Bridge del San Carlo; la manifestazione ha avuto un successo tale che è proseguita negli anni sino a persuadere Carozzi ad adoperarsi per fondare la Fellowship del Bridge di cui è oggi Presidente Internazionale.

- Giordano Rao Torres – futuro Governatore del 2050 –esce dal San Carlo nel 1994, per fondare un nuovo Club, il Milano Visconteo.

- E per finire, sentite anche voi uno straordinario profumo? Si tratta di tartufi, tartufi di Alba che ogni anno nell’epoca adatta (settembre/ottobre) vedeva arrivare un pullman di assatanati, che dimenticavano per una giornata il loro “à plomb” rotariano. Già domandato, purtroppo si è perduta questa consuetudine, siamo arrivati tardi!

 

Il Corsico Naviglio Grande

Nel frenetico 2000 più di un Club esamina la possibilità di entrare nel Distretto 2040. Tra di essi anche il Corsico, che però – al momento decisivo della votazione – decide di restare nel 2050. Crivelli, De Toma e Pavanello non rinunciano, si guardano attorno alla ricerca di una soluzione. Conoscono Heller del Milano Visconteo, ma non se ne fa nulla; incontrano Rosignoli e Delle Chiaie e finalmente si parla concretamente di confluenza. I tre coraggiosi hanno lavorato da soli, sentendo forte il peso della responsabilità, perché una ventina di loro amici gli avevano interamente delegato la loro sorte, decisi anch’essi ad “entrare nel 2040”.

Naturalmente anche loro portano con sé il bagaglio dei loro ricordi. Tra i tanti, le appassionate serate passate in discussioni, in casa Crivelli. Tra le tante serate, in presenza di tutto il gruppo, un discorso di Stanca sembra aver lasciato un ricordo particolarmente intenso. Tra i ricordi più propriamente “rotariani”, di attività svolte nell’ambito del loro club, ci viene segnalato:

- Gemellaggio con Parigi e Gottinga, che si distingue per la forte partecipazione degli italiani (una ventina per ogni incontro) e per i rapporti personali che in diverse occasioni sono scaturiti da questi incontri: è un valido esempio di come si devono gestire i gemellaggi.

- Intervento per neodiplomati Il Club organizza articolati interventi a favore dei giovani alle soglie del diploma, ripetuti annualmente e aperti anche ai genitori, per aiutarli nelle scelte: subito al lavoro? proseguire gli studi? Questo classico dilemma viene colto con sensibilità dal RC di Trezzano, che viene richiesto di ripetere diverse volte il suo intervento.

- Alla Cabassina (ritiro per anziani) Si decide, molto opportunamente, di migliorare il livello dei servizi offerti dall’istituto, con un medico (socio del Club) disponibile due volte alla settimana e gratuitamente. Inoltre a fine anno viene organizzato un pranzo, seguito da torneo di scopone.

- Filmato sulla droga, concepito interamente con risorse interne, da proiettare nelle scuole con l’evidente intento di sollevare il problema. Risultato raggiunto, si direbbe, perché trovarono forti barriere per la divulgazione…

- Computer e software in dotazione agli ospedali, per favorire una miglior pianificazione delle risorse costituite dai “posti letto”.Amaramente possiamo dire che anche qui si è raggiunto il successo, prova ne sia l’ostilità dei primari. Forte l’impegno finanziario, dell’ordine di 40/50 milioni di vecchie lire.

 

Dall’estate del 2000 inizia la nostra storia congiunta, sotto l’unico nome di:

Milano Naviglio Grande San Carlo

 

Il 3 marzo 2000 è una data importante: l’ultima occasione per parlare del “vecchio” nostro club alla vigilia dell’accorpamento col San Carlo e dell’ingresso da parte di rotariani del Corsico. Rileviamo da un Bollettino che i nostri “Ministri dell’Estero” costantemente sotto tiro sono stati:

- Amedeo Rosignoli
- Mauro Delle Chiaie
- Carlo Alberto Corte Rappis
- Giancarlo Crivelli
- Gian Galeazzo Monarca 

- Marco Pedroni
- Giovanni Sangalli
- Massimo Tucci

In particolare rileviamo una colorita espressione, proveniente da un Bollettino dell’estate 2001: definiva Rosignoli, assistito da Delle Chiaie e da Sangalli, come facente parte del magnifico terzetto, con l’evidente intenzione di complimentarsi per l’imponente attività da loro svolta per ottenere un solo organismo ben funzionante come sintesi dei tre originari.

Una comunicazione di Castellini, in veste di Segretario, ci fa ricordare e apprezzare la composizione del Primo Consiglio dell’appena nato San Carlo Naviglio Grande (all’epoca, si chiamava così):

- Presidente : Giovanni Sangalli
- Incoming Presidente: Maurizio Pellicano
- Vice Presidente : Marco Pedroni
- Segretario : Giuseppe Castellini
- Tesoriere : Uberto Zucchini
- Prefetto : Fernanda Carpi  

Il 23 dicembre 2001, nell’incipiente inverno, che c’è di meglio di un’esibizione di danza sul ghiaccio? Il suggestivo spettacolo ci è stato offerto dai due campioni mondiali Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, attorniati da uno stuolo di giovani “apprendisti” che hanno fatto rivivere la favola di Hansel e Gretel. Eravamo allo Stadio del Ghiaccio Agorà, con il loro Presidente e nostro Socio Pompeo Guarnieri, in una manifestazione - portata a livello Distrettuale - che ci ha consentito di divertirci e di raccogliere un discreto gruzzoletto per le nostre iniziative socialmente meritevoli. Ecco un esempio di come si possano fare cose utili in un clima di sano divertimento.

Con il luglio 2002 Carlo Marselli sostituisce Corrado Gardino nella responsabilità del Bollettino, dopo una serie di slalom fatti da Corrado (Dino per gli amici) per ottenere un meritato avvicendamento, dopo “appena” 17 anni di militanza. Il fac-simile che troveremo alla pagina seguente, è una riproduzione quasi contemporanea alle origini del Bollettino (nella realtà il Bollettino era nato, in maniera ancor più artigianale, qualche anno prima).

Alla conviviale del 24 ottobre 2002 il Past Governor Andrea Bissanti consegna a Maurizio Pellicano, nostro Past President, la dichiarazione di eccellenza del nostro Club, per l’attività svolta nell’anno rotariano 2001÷2002. Forte compiacimento dei nostri Soci.

Un’iniziativa originariamente propria del solo nostro Club e gestita da Carlo Marselli, viene estesa al Distretto, con l’intenzione di fare partecipare successivamente anche tutti i Distretti italiani. A fine 2002 assumerà il nome di Commissione Distrettuale Alfabetizzazione. Progetto di notevole impatto, da seguire con attenzione.

  

Un pezzo di antiquariato:
uno dei primi Bollettini
                                                                        

 

Di notevole rilievo l’incontro dibattito con il Ministro Lucio Stanca, avente per tema Innovazione e Tecnologia nella Pubblica Amministrazione, tenutosi attorno all’ottobre 2002. Il nostro Club è ovviamente tra i promotori, essendo il “nostro” Franco fratello del Ministro. Grosso successo.

Sul finire del 2003,Claudio Galli comunica che sono maturati i tempi: ha inviato il Bollettino via e-mail ai possessori di un congruo indirizzo. Pertanto se ne rende possibile una distribuzione più efficiente, veloce ed economica (purché i destinatari aprano la loro corrispondenza…). Intanto l’infaticabile Claudio sta lavorando per inserire il “sito” del nostro Rotary in Internet, cosa che avverrà nel marzo 2004. In tale occasione Claudio ci fornirà un spiritosa accettazione della carica di Grande Esperto della “nostra” informatica e un sintetico ma prezioso vademecum che ci orienterà verso un più agevole utilizzo del sito.

Nel maggio 2003 una vera boccata di aria fresca: la gita a Rovescala, capitale del Bonarda e feudo (si fa per dire) del simpatico Giuseppe Castellini, Sindaco beneamato ed efficientissimo di quella cittadina. Giuseppe – lo si vede molto bene dalle attività che svolge – è innamorato del suo incarico, e tutto fa pensare che porterà i suoi amministrati molto lontano. È un vero “rotariano all’opera”! Se non vi basta, nel mese di ottobre dello stesso anno sarà nominato Presidente dell’Unione dei Comuni di Santa Maria della Versa, Rovescala e Canevino.

Parliamo finalmente di Ersilio Stefani (Lilo per gli amici), l’efficiente, “silenzioso”, aggiornatissimo progettista delle nostre conviviali. Solo chi ha svolto funzioni simili sa di cosa si tratta (e qui parla Gardino). Lilo ha ben meritato la sua Paul Harris, conferitagli anche per altri services, che evidentemente svolge “nei ritagli di tempo”…

Siamo molto lieti di ricordare un avvenimento che indirettamente riguarda tutto il nostro Club, ma che ci riempie di gioia e di legittimo orgoglio: Maurizio Pellicano è stato nominato Assistente del Governatore per il nostro Distretto 2040. Il mandato è iniziato con l’anno rotariano 2004÷2005 e durerà ben tre anni. Possiamo considerare questo accadimento come una prova tangibile della stima che – attribuita meritatamente a Maurizio – in parte si riflette sull’intero nostro Club.

Molto interessante la conferenza del dott. Alessandro Profumo, A.D. del Gruppo “Unicredit”, tenuta il 6 aprile 2004 in interclub con il R.C. Milano. Il tema: Responsabilità sociale d’Impresa, viene affrontato esponendo i concetti ispiratori della strategia di Unicredit nell’ambito della “CSR” (Corporate Social Responsibility).

A fine 2004, quattro appunti sul Circolo Mozart (oggi “Villa Mozart”): nel momento in cui alcuni rivolgimenti stanno investendo la gestione del Circolo, è abbastanza pittoresco ricordarne le origini: non tutti i Club invitati all’ingresso avevano manifestato – all’epoca - concreto interesse, nemmeno il nostro; ed è curioso che ciò sia avvenuto anche quando ne risultava evidente la convenienza.


Sala Ferrari della Villa Mozart

 

 

Questa la storia – malgrado le apparenze semplificata – di anni complessi anche perché sovente appesantiti da pratiche formali e da equilibrismi “politici”. Amiamo definirli “anni verdi” per l’entusiasmo giovanile che ci ha sorretti, per il coraggio e la motivazione che ci hanno consentito di superare i momenti più difficili, per l’orgoglio derivante dal riconoscere di far parte di un complesso affiatato e coerente. Se tutto procede così, potremo tranquillamente continuare a definire “anni verdi” anche tutti quelli successivi…

E soprattutto a beneficio della compagine di uno dei due Club originari, ridottissima ma rimasta salda (in appendice un elenco dei pochi soci fondatori rimasti), intendiamo sottolineare un aspetto non del tutto evidente: le grandi migrazioni ci hanno ipso facto resi “padrini” di due Club che contribuiscono a diffondere gli ideali del Rotary nel mondo. Ai pochi rimasti diremo: Questo è motivo di orgoglio, che non va sottaciuto!

Per concludere, vogliamo sottolineare un altro aspetto che – crediamo – ha investito chiunque si sia occupato, tanto o poco, della vita della nostra Associazione: il lavorarci, la ricerca – talvolta frustrante – di “fatti”, di “documenti”, di “punti di vista” legati a situazioni magari sconosciute e comunque lontane nel tempo, ha consentito - a chi ci si è dedicato – di capire e di approfondire una serie di aspetti che normalmente un socio non affronta. E si ottiene un notevole guadagno del tutto personale: un rafforzamento della motivazione “come socio”. Vi sta parlando un ottantenne, uno dei soci fondatori del “Naviglio Grande” (anno 1985!), già responsabile del Bollettino, estensore di queste note.

Corrado (Dino) Gardino

 

con le testimonianze di:

Carlo Alberto Corte Rappis
Giancarlo Jared Crivelli
Mauro Delle Chiaie
Amedeo Rosignoli

 

In appendice troviamo altri documenti provenienti dall’ex Naviglio Grande, la fonte per noi più direttamente disponibile per fornire un “esempio di funzionamento” di un organismo complesso come quello di un nostro Club.

 

R.C. MILANO NAVIGLIO GRANDE

I SOCI FONDATORI
attivi all’inizio del 2005

 

Massimo Della Campa (onorario)
Ezio Ferrari
Corrado Gardino
Amos Nannini
Massimo Tucci

 

 






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